giovedì 9 febbraio 2017

Laboratorio sul tema del femminile: La Daina Bianca - Essere Figlia


2° incontro

Venerdì 17 febbraio - sabato 18 febbraio 2017 

Tema: il rapporto con la madre nella giovinezza. 







Tu sei stata un altro lavoro: non direi proprio un giardino, piuttosto un orto, ma uno di quegli orti a sorpresa, che ti sei dimenticata dove hai buttato i semi di questo e di quello e in primavera spunta tutto insieme, tutto arruffato, così arruffato che a mettere ordine ci rinunci e cogli quello che c'è. Non avrei mai potuto coltivarti, piccolina: ti ho preso com'eri. E poi ho scoperto che eri proprio come ti volevo.                                     (Brano tratto da "Se è una bambina" di Beatrice Masini)


C’è un periodo della vita in cui il gioco e il desiderio di esplorazione prendono il sopravvento. Il mondo mentale si popola di immagini che traggono origine dal dialogo con la madre e che a poco a poco si distaccano, lasciando il posto a un’altra realtà, ad alcune gemme che riguardano le scelte, alla ricerca di un modo per oltrepassare ogni tristezza e rimanere in un presente da cui i sogni non siano esclusi. Un sentirsi d’essere che, con un po’ di fortuna, accompagnerà il piccolo Femminile in crescita per sempre.

Benvenute al secondo Laboratorio sul Femminile!

LA DAINA BIANCA - ESSERE FIGLIA

"Rupert", un cerbiatto salvato dai veterinari del Tiggywinkles Wildlife Hospital nel Regno Unito

PRESENTAZIONE DEL LAVORO



Tra i simboli più antichi della primavera, spicca la figura del cervo - di cui il daino è una tenera variante -, preavviso e pienezza della nuova vita che torna a fiorire. In primavera, gli Etruschi celebravano i Piccoli Misteri, ossia il ritorno di Persefone dal "mondo di sotto", che consente a Demetra - la Natura - di riprendere il suo ciclo di rinascite. 
Proprio la costanza di questa ciclicità, di questo rifiorire reciproco tra madre e figlia, diventa il tema su cui ci interrogheremo.

Alla Daina Bianca, al suo colore albino che la rende speciale, più tenera e indifesa in mezzo ai colori del bosco, vogliamo dedicare anche un'altra parte di questo lavoro. Ognuna di noi, da piccola, coltiva un sogno e un modo di fare, peculiare e segreto rispetto alla madre: inevitabilmente attratte da ciò che ella ci insegna e da ciò che rappresenta, vi è un aspetto profondo di noi che invece se ne distacca appieno, che coltiva sogni diversi, che ascolta il battito del tamburo della Baba Jaga in modo personale. La Daina Bianca è curiosa, cerca informazioni, vuole sapere come funzionano le cose. Ha voglia di correre nel bosco da sola, anche quando è cucciola, per scoprire dove si annida la magia: quella magia che, alla sua età, si percepisce in modo istintivo come un sapere importante, che guida  alla scoperta delle forze sottili che costellano il mondo.


La Daina Bianca ama i cuccioli, anche se non può averne uno vero o se le vengono portati via; si acquatta in mezzo ai libri, scrive, dipinge, disegna; canta la ninna nanna alle sue bambole, risvegliando in loro caratteri speciali, con i quali esplorare la realtà; prepara pranzi o decotti con le erbe del prato; coltiva piantine, sogni e abiti da principessa, la sua bacchetta magica non ha pietà delle ingiustizie, qualche volta ha una poesia o una canzone da condividere; più spesso, è una grande osservatrice, silenziosa, autosufficiente, capace di grande concentrazione... oppure sfida tutto questo, seguendo ciò che sente dentro di sè.

Nel corso del secondo incontro andremo ad incontrare la nostra cucciola di Daina e le chiederemo di ricordarci qual è la sua forza più grande.
Sarà importante avere con sé la traccia dei sogni che si presenteranno subito prima del Laboratorio.

Non vediamo l'ora di incontrarvi!
                   Giulia          Roberta